CAMST

Così Camst ha ripensato la parità di genere in azienda

Un percorso a fianco di Camst per aiutare l’azienda a verificare l’esistenza di effettive condizioni di parità di genere in relazione alle opportunità di crescita professionale e salariale e per individuare azioni concrete per favorirle. Dal 2015 E.S.O. Consulting ha avviato con questi obiettivi la collaborazione con una delle più importanti cooperative italiane della ristorazione collettiva. Un lavoro che si è sviluppato per tappe e per obiettivi, anno dopo anno. Per prima cosa si è cercato di comprendere quali ragioni culturali, gestionali ed organizzative possono ostacolare la carriera delle donne in Camst. In seguito, insieme al management dell’azienda, sono stati individuati progetti di cambiamento, tuttora in corso. Negli ultimi tre anni si sono svolti focus group ed interviste per ricavare dati che sono poi stati analizzati e presentati ai livelli decisionali aziendali. In un secondo tempo la conoscenza acquisita è stata condivisa attraverso convegni e seminari e si è lavorato per rendere consapevoli uomini e donne delle discriminazioni e dei conflitti di genere che possono insorgere in ogni azienda. Sono state quindi svolte giornate di formazione specifica sull’empowerment ed un percorso di formazione individuale (coaching) sulla leadership, per un gruppo ristretto di dipendenti donne che avevano partecipato precedentemente al percorso sull’empowerment.

Intervista al dott. Gabriele Cariani, Direttore delle Risorse Umane di Camst

Che cosa si attendeva l'azienda da questo percorso?

Volevamo innanzitutto capire perché, a fronte di oltre l’80% di colleghe donne nell’area produzione, di oltre il 75% tra le impiegate, di circa il 45% tra i quadri, nei vertici aziendali è presente soltanto una donna.

Affrontare questo percorso significa lavorare per migliorare la capacità di innovazione e la competitività della cooperativa, oltre che rispondere ad un’esigenza di coerenza della cultura imprenditoriale ai valori ed ai principi etici che stanno alla base della nostra forma di impresa. Vogliamo creare un ambiente di lavoro capace di riconoscere e valorizzare appieno le competenze e i comportamenti di tutti.

Cosa ha appreso Camst su stessa grazie al progetto?

Attraverso le indagini, le interviste e i focus group realizzati sono emersi aspetti interessanti sulla cultura e gli stili radicati in cooperativa. Ad esempio è emerso che gli uomini erano in gran parte convinti che fossero le donne a non volersi assumere piene responsabilità all’interno dell’organizzazione, oppure che in generale l’azienda è stata negli anni “distratta”. Le donne, dal canto loro, individuavano nella difficile conciliazione tra i tempi di lavoro e quelli di vita la causa principale delle loro difficoltà ad affrontare un percorso di carriera. In altre parole, sono emersi alcuni classici stereotipi.

Da una lettura un po’ più approfondita è quindi emersa un’importante consapevolezza relativamente all’assenza, in azienda, di sistemi strutturati per valutare le prestazioni in maniera equa e trasparente; per questo motivo, molto probabilmente, i dirigenti uomini, nel corso del tempo, hanno di fatto scelto sempre uomini nei ruoli chiave.

Abbiamo inoltre capito che la questione della valorizzazione delle diversità è una questione in gran parte organizzativa; è indispensabile lavorare sui sistemi di gestione delle risorse umane e favorire per prima cosa il passaggio da una cultura relazionale ad una più manageriale. Abbiamo anche appreso che non è un’operazione così semplice da realizzare perché si va ad intervenire su qualcosa di radicato, che trova inevitabilmente grandi forme di resistenza.

Sul versante individuale è invece emerso che bisogna lavorare sul livello di consapevolezza e convinzione dei propri mezzi (per questo sono indispensabili sia il coaching che l’empowerment).

Come è cambiato l'approccio alla gestione del personale? Sono state prese misure o decisioni al riguardo?

Si tratta di ambiti in cui i cambiamenti avvengono dopo un po’ di tempo. In un ambito abbiamo già prodotto importanti cambiamenti: ad esempio è stato introdotto l’orario flessibile in tutti gli uffici. Dall’anno scorso in Camst si può entrare al lavoro in un orario che va dalle 7.30 alle 9.00 ed uscire di conseguenza. Questa scelta ha cambiato profondamente molti comportamenti in azienda, superando così un sistema di deroghe non formalizzate, molto spesso concesse su base personale.

Stiamo lavorando anche sull’aspetto della differenza retributiva tra uomini e donne a parità di livello (abbiamo constatato che, in alcuni casi, è tra il 10 e il 15% a vantaggio degli uomini).

Vogliamo poi essere da subito concreti e credibili, perciò entro la fine del prossimo anno ci siamo dati l’obiettivo di avere più donne dirigenti rispetto ad oggi e ci auguriamo di poterlo fare facendo crescere colleghe dall’interno.

Infine abbiamo creato una funzione aziendale ad hoc, all’interno della Direzione Risorse Umane, per la gestione del welfare e delle politiche aziendali di genere.

Intendete proseguire con il progetto?

Proseguiremo certamente con i seminari che già ora sono parte costitutiva della nostra offerta formativa. Vogliamo inoltre proseguire anche con l’attività di sensibilizzazione per i manager e daremo continuità alla formazione individuale di altre 8 colleghe sulla leadership.

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“È necessario cogliere negli altri solo quello che di positivo sanno darci e non combattere ciò che è diverso, che è “altro” da noi”

Marcel Proust

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